Il pap test prende il nome dalle iniziali del cognome del medico greco George Nicholas Papanicolau che lo inventò.
Negli anni 40 il pap test si diffuse in tutto il mondo salvando centinaia di migliaia di donne dal cancro al collo dell’utero. Analizzando in laboratorio le cellule prelevate sul collo dell’utero è possibile, infatti, fare diagnosi precoce di cancro della cervice uterina. Il pap-test si segue con la paziente distesa sul lettino in posizione ginecologica, cioè con le gambe divaricate e le ginocchia flesse, i piedi o le cosce vengono appoggiate sui supporti del lettino chiamati cosciali.
Viene inserito in vagina uno strumento chiamato speculum che serve per mettere in evidenza il collo dell’utero e, con l’aiuto di una spatola di plastica o di legno (spatola di Aire) o di una specie di spazzolino (cytobrush) si prelevano le cellule sul collo dell’utero che poi vengono strisciate su un vetrino e poi fissate con un fissatore o stemperate in un liquido di trasporto (thin-prep). Il campione così preparato viene poi inviato al laboratorio dove viene analizzato. È importante eseguire il pap-test dal primo rapporto sessuale fino a circa 70 anni di età ed è importante eseguirlo ogni 3-5 anni. Le ultime linee guida consigliano di introdurre dopo i 30 anni l’esecuzione dell’HPV test per evidenziare la presenza del papilloma virus che l’agente eziologico del cancro della cervice uterina.
Il pap-test può essere eseguito anche dalla donna che non abbia mai avuto rapporti sessuali perché è un esame di facile esecuzione, indolore e poco costoso che è fondamentale per fare diagnosi precoce di lesioni sul collo dell’utero. Il programma di screening del Ministero della Salute prevede la possibilità di eseguire pap-test ogni 3 anni e HPV test ogni 5 anni gratuitamente dai 25 ai 64 anni.
Partecipa ai programmi di screening, sottoponiti regolarmente ai test di screening, la prevenzione salva la vita!